Questo non è un “passaportificio”.


Sede del Consolato italiano a San Paolo

È un pregiudizio diffuso quello di credere che il consolato sia unicamente il tempio in cui pregare per richiedere il passaporto. Rappresenta, piuttosto, un riferimento istituzionale, per tutti gli Italiani all’estero e per i discendenti di origine italiana.

Fin dal suo arrivo a San Paolo, il console generale Michele Pala, con una lunga esperienza diplomatica e consolare alle spalle, ha deciso di aprirsi alla comunità italiana, usando anche Twitter come social media per facilitare la comunicazione istituzionale (@michele_pala).

In questa intervista, il console generale ci spiega che l´utenza è di gran lunga maggiore delle risorse finanziarie e umane che possono essere messe a disposizione dal contribuente italiano. Un gap enorme considerando che ci sono 180mila iscritti all’anagrafe consolare e un potenziale bacino di utenti oltre 5milioni di discendenti italiani. Il consolato riceve ogni giorno riceve fra le 200 e 300 persone che si presentano agli sportelli…

Console Generale Michele Pala

 

Quali sono gli uffici e i servizi erogati? 

Passaporti, assistenza indigenti, cittadinanza, anagrafe e stato civile, relazioni con il pubblico, visti, atti notarili, patenti, codici fiscali e legalizzazioni.

Qual è la sua normale giornata di lavoro? E quali le sue funzioni?

Il mio lavoro è un gioco di squadra, di cooperazione. Ognuno di noi è stato nella sua vita un utente dei servizi pubblici e quindi sappiamo bene quali sono le aspettative, le problematiche e gli atteggiamenti di chi si trova dall’altra parte dello sportello. Per prima cosa, la mattina, passo per le sale di attesa saluto i funzionari e cerco di avere un impressione su come parte la giornata. Voglio avere un quadro reale della situazione e per questo entro dalla porta del pubblico, come chiunque altro. La mia giornata di lavoro poi è scandita da riunioni interne, incontri ufficiali con autorità brasiliane, imprenditori, delegazioni in visita dall’Italia e semplici cittadini, nella nostra sede sull’Avenida Paulista. Poi ci sono gli impegni esterni, a cui sono invitato a partecipare.

Tutti la invitano a presenziare alle manifestazioni, a workshop e inaugurazioni… la comunità italiana a San Paolo è così attiva e dinamica come sembra?

Gli impegni esterni sono moltissimi e non soltanto legati alla collettività: enti, associazioni, scuole ci tengono sempre che sia presente ai loro eventi: promozionali, incontri di networking, riunioni con altri consoli. Curiamo i rapporti con le autorità statali e municipali brasiliane e, insieme all’Istituto Italiano di Cultura, all’ICE e alla Camera di commercio, organizziamo moltissime attività a sostegno della nostra lingua, della nostra cultura e dei nostri prodotti. Cerco di essere presente il più possibile per non far mancare la vicinanza e l’incoraggiamento anche del vertice di chi ha l’onore di rappresentare l’Italia a San Paolo.

Qual è la sua opinone sul fenomeno sociale della nuova ondata di espatriati in Brasile?

E’ un fenomeno che mi interessa conoscere meglio, per questo abbiamo già preso contatti con studenti italiani, giovani professionisti e imprenditori, impiegati per aziende italiane e straniere in Brasile, che non sempre si avvicinano ai tradizionali punti di riferimento della collettività. Il numero dei nuovi expats a noi risulta essere di qualche centinaia di persone all’anno. Stiamo incrociando i nostri dati con quelli dell’Aire e dei patronati. Ma non è così facile perché molti non si registrano all’ufficio anagrafe consolare.

A proposito di Expo 2015, Italiani e Brasiliani possono trarne benefici, ma come? 

Come paese che ospita l’Expo, l’Italia può dare risalto alle proprie eccellenze: arte, cultura, cibo, design, ma non solo partendo da Milano. L’accoglienza dei turisti, degli addetti ai lavori, dei nuovi investitori non deve però limitarsi all’Expo, che rappresenta piuttosto il trampolino di lancio per far conoscere l’Italia intera, le sue città, le sue fiere, i suoi poli industriali, le sue meravigliose coste, da Nord a Sud. E’ una straordinaria occasione per farsi conoscere al di là dei luoghi comuni. L’Expo è una grande occasione anche per il Brasile che su questi temi ha molto da dire. “Nutrire il pianeta, energia per la vita” sembra un titolo fatto proprio per il Brasile.

La scuola Eugenio Montale che dovrebbe essere il centro dell’italianità e garantire il programma scolastico ministeriale, in che misura è sostenuta?

Eugenio Montale è una scuola privata che ha il riconoscimento della parità scolastica da parte del Ministero della Pubblica Istruzione Italiana, tuttavia non ha insegnanti ministeriali, il personale docente, infatti, è reclutato dal la scuola stessa. La scuola riceve un modesto sostegno economico dall’Italia, con discontinuità. Ed è una scuola che deve seguire anche i programmi di istruzione brasiliana, per quanto riguarda alcune materie. La Montale è senz’altro la migliore opzione a San Paolo per chi vuole per i propri figli non soltanto l’apprendimento della nostra lingua, ma anche il modello formativo italiano. Si tratta senz’altro di una delle migliori scuole italiane all’estero.

Un ragazzo con la doppia cittadinanza è costretto a fare il servizio militare in Brasile o può scegliere di trascorrere quel tempo in Italia? 

Il cittadino brasiliano che vive in Brasile, indipendentente dal possesso di altre cittadinanze, è ovviamente soggetto alla legge brasiliana anche per quanto riguarda il servizio militare.

Il Consolato assiste tanti indigenti. In che modo? 

Il Consolato aiuta coloro che si trovano effettivamente i condizioni di indigenza, dopo attente verifiche. Oltre ai poveri, il consolato può aiutare temporaneamente gli italiani che si trovano qui in difficoltà, come i turisti derubati, attraverso il prestito con promessa di restituzione. La fascia di indigenti invece, è rappresentata soprattutto da anziani, soli senza parenti (il codice civile sancisce che i familiari hanno l’obbligo di fornire assistenza finanziaria) che sono seguiti dall’ufficio di assistenza sociale. Al momento ci sono circa trecento persone che aiutiamo in vari modi: con l’acquisto di medicine, con ticket alimentari ricaricabili (per l’acquisto di beni di prima necessità) e in extrema ratio, con sussidi monetari.

Il consolato è vicino anche ai detenuti italiani nelle carceri brasiliane?

Ci sono quasi una ventina di persone in carcere (tra cui anche donne) a cui facciamo visita e portiamo pacchi con beni alimentari, oltre a fornire un supporto morale.

Qual è il diritto alla salute di un italiano che si trasferisce in Brasile? Esistono delle garanzie?

Non ci sono accordi specifici fra Italia e Brasile e quindi chi decide di vivere qui deve affidarsi alle opzioni pubbliche o private offerte dalla realtà brasiliana.

Chi può richiedere il passaporto italiano?

Può richiedere il passaporto chi è in possesso della cittadinanza italiana. L’anno scorso abbiamo rilasciato più di 10 mila passaporti e diamo 75 appuntamenti al giorno. Pur essendo consapevoli dei limiti che abbiamo in termini di capacità si tratta di numeri non indifferenti per i limiti entro cui operiamo. A volte le attese non corrispondono alle aspettative degli utenti ma il nostro customer satisfaction di chi viene servito allo sportello è positivo. 

Come sono andate le elezioni del Comites?

Molto bene direi. San Paolo ha avuto una delle partecipazioni al voto più alte al mondo, una campagna elettorale dinamica e soprattutto, lo scrutinio delle schede si è svolto in un clima sereno, senza alcun tipo di contestazione. Hanno votato più di 10mila persone.

Chi elegge il Console Onorario?

Tutti i titolari di uffici consolari onorari non sono eletti, bensì designati dal console generale dal novero di cittadini possibilmente italiani (ma non necessariamente) che posseggono le necessarie qualità morali, che sono radicate nel territorio, che hanno proficui rapporti con la società locale e che dispongono delle capacità economiche per sostenere l’incarico che, essendo onorario, non è remunerato.

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