Un italiano da esportazione: intervista con Alessandro Greco


 

 

 

Alessandro Greco, originario di Crispiano, un paesino della provincia di Taranto, oggi vive e lavora a San Paolo. Lo abbiamo incontrato per saperne un po’ di più sulla sua esperienza di espatriato.

“Sin da piccolo ho avuto una certa “dimensione internazionale” che mi ha spinto a vivere in tanti paesi (Spagna, Irlanda, Francia, UK, USA, Germania ed ora qui in Brasile), inizialmente per studio e poi per lavoro. Diciamo che sono un “italiano da esportazione”, o come dice un caro amico, un “italiano d’asporto” (come la pizza…). Penso sia un “vizio” di famiglia visto che mio padre ad esempio è un grande viaggiatore”.

Foto Alessandro Greco

Hai vissuto in tanti paesi e adesso in Brasile: com’è lavorare a San Paolo?

Dopo 13 anni all’estero, sono arrivato alla conclusione che le differenze tra le culture sono meno profonde di quanto pensiamo. Le cose importanti della vita (i valori come amore, amicizia, giustizia) sono uguali per tutti. Le cose che invece cambiano sono quelle più superficiali e apparenti, diciamo le piccole abitudini di tutti i giorni.

Nei primi tempi, lavorare in Brasile e America Latina non è facile per noi europei. C´è bisogno di un periodo d’adattamento (e lo stesso vale anche per un brasiliano in Europa). Ci sono delle differenze sul concetto del tempo (target, deadlines…) e dell’impegno per raggiungere le date prefissate. Anche la comunicazione è differente, per i brasiliani noi europei siamo più formali ma anche troppo aggressivi, mentre per noi europei i latino-americani non vanno mai diretti al punto. È importante mantenere la calma (e noi italiani in questo purtroppo non siamo dei maestri!) e capire le differenze per poter instaurare una comunicazione e coordinazione effettiva e proficua.

Crisi economica brasiliana: qual è la tua opinione?

Effettivamente ci sono vari indicatori macro-economici che ci indicano che i tempi prossimi non saranno facili. Ci sarà bisogno di prudenza, ma non dimentichiamoci che tutti i momenti di crisi offrono anche grandi opportunità. E poi c´è una grande risorsa che condividiamo con i nostri amici brasiliani, la creatività!

Amore e odio: pregi e contraddizioni della metropoli.

Ben detto, amore e odio. Credo che un po’ tutti gli italiani adorino il Brasile. È un paese che ha un grande fascino. Tutte le metropoli poi hanno tante contraddizioni e a San Paolo credo siano ancora più evidenti. Personalmente amo la sua diversità etnica e sono particolarmente affascinato dai paulistani di origine asiatica (principalmente giapponese e koreana). Una delle cose che più mi affascinava all´inizio era vedere queste persone d´aspetto asiatico parlare con l’espressività dei brasiliani. Fantastico! Apprezzo inoltre la contribuzione giapponese alla culinaria locale.Un’altra cosa che mi piace di San Paolo è la sua vitalità. Un’offerta incredibile di cose da fare. Specialmente la musica in qualsiasi “barzinho” della città è di livello alto. Cosa non mi piace? Penso come un poco per tutti: criminalità e traffico.

Tempo libero: quali sono le attività a cui ti dedichi con più interesse?

Mi piace tanto cucinare. In questi anni all´estero ho capito quanto sia speciale il modo che noi italiani abbiamo di relazionarci con la cucina. Nei fine settimana cucino molto per i miei amici. Durante l’Erasmus, un’amica mi ha definito “l’unico fashion victim che cucina come una nonna” Ha!Ha! Un giorno mi piacerebbe poter lavorare con la gastronomia. Leggo libri, corro al parco e vado in palestra, ascolto musica, frequento teatro e concerti.

Alessandro Greco

 

Quali sono i luoghi che frequenti con più assiduità?

Uno dei posti che frequento più assiduamente è Eataly! Fortunatamente ci vivo vicino e quindi ci vado con frequenza a “matar a saudade” di casa. Frequento molto anche i ristoranti giapponesi. Quando posso vado agli eventi della Sala São Paulo e del Teatro Municipal. Come già detto, mi piacciono anche i bar con musica dal vivo.

Un consiglio a quegli italiani che inseguono il sogno brasiliano e vorrebbero trasferirsi in Sud America.

Il consiglio è di crederci fino in fondo e di passare dal pensiero all´azione. Oramai trasferirsi in un paese estero non è impossibile. Bisogna avere tanta flessibilità, spirito d´adattamento, voglia di imparare e rispetto per gli altri! Quando siamo all´estero siamo tutti un poco degli ambasciatori del nostro paese. Conoscere la cultura del paese ospitante è anche una preziosa opportunità per capire meglio le caratteristiche della propria cultura e quindi di se stessi, come individui. Come dice una canzone di un gruppo salentino che riassume bene ciò che penso:

“Se non ti dimentichi mai le radici che hai,

rispetti anche quelle dei paesi lontani,

Se non ti dimentichi mai da dove vieni,

Dai più valore alla cultura che hai”

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