La nuova legge sulla cittadinanza


cittadinanza

(Foto: http://m.c.lnkd.licdn.com)

“La Camera dei Deputati ha approvato una nuova legge sulla cittadinanza, introducendo alcuni princìpi del cosiddetto ‘ius soli’, che a partire da oggi (o meglio: da quando la legge sarà approvata anche dal Senato) si aggiungeranno a quelli vigenti dello ‘ius sanguini’ – spiega il deputato Fabio Porta,componente della III Commissione Permanente Affari Esteri e Comunitari e Presidente del Comitato Permanente Italiani nel Mondo e Promozione del Sistema Paese – Non è cambiato nulla con riferimento alla cittadinanza italiana “ius sanguinis” (nonostante le tante informazioni errate circolate sul ‘web’).

Il Parlamento sta introducendo il cosiddetto “ius soli temperato”, ossia legato ad alcune condizioni che dimostrino una reale integrazione con il Paese; la prima condizione è che almeno uno dei genitori sia regolarmente residente in Italia con un “permesso di lungo soggiorno in Paesi UE” (quindi non è semplicemente la nascita in Italia che dà la cittadinanza); nel caso poi di minori di 12 anni residenti in Italia ma non nati nel nostro Paese, bisognerà attestare l’aver frequentato almeno un ciclo completo scolastico di cinque anni.
In una futura applicazione della nuova legge è probabile che qualche distorsione potrà occorrere, ma si tratterà di casi isolati; io invece credo importante che l’Italia introduca il principio della possibile (e io aggiungo: “auspicabile”) coesistenza dello “ius sanguinis” con lo “ius soli”; abbiamo bisogno di integrare tanto gli italiani che vivono nel mondo che gli stranieri nati in Italia: entrambi costuiscono un patrimonio di competenze e una nuova energia in grado di dare nuova vita e forza ad una Italia sempre più “vecchia”
Adesso il testo di legge va al Senato; se non saranno introdotte modifiche sarà rapidamente convertito in legge; in caso contrario tornerà alla Camera per una nuova approvazione. In ogni caso sono certo che verrà approvato entro il prossimo anno, e comunque dentro questa legislatura. E’ uno degli impegni del Governo Renzi.
Mi sembra assurdo e irresponsabile attaccare lo “ius soli”, come ha fatto qualcuno in Italia e all’estero. Non possiamo difendere lo “ius soli” per gli italiani che emigrano all’estero e negarlo per gli stranieri che nascono e vivono regolarmente in Italia. Diverso è il ragionamento sul riacquisto della cittadinanza italiana per chi l’ha perduto, per la cittadinanza per parte materna ai nati prima del 1948 e alla riapertura dei termini per i “trentini”: io avevo presentato degli emendamenti in questo senso e li abbiamo ritirati solo perché il governo ci ha assicurato che queste cose saranno introdotte nel ‘passaggio’ al Senato.
Rimane purtroppo il grande problema della “cittadinanza” per gli italo-brasiliani, ossia il mancato rispetto del riconoscimento “ius sanguinis” (a causa dei lunghissimi tempi consolari). Io continuo a ritenere che l’unica soluzione sia economica, cioè legata alle risorse (anche se credo che insieme alle risorse sia necessaria una vera e convinta volontà politica). Sulle risorse il Senato aveva introdotto il contributo dei 300 euro proprio per trovare una soluzione al problema. Purtroppo qualche burocrate ha tagliato l’emendamento dei senatori nella parte che prevedeva che questa somma fosse destinata alla creazione di una “task force” per eliminare la fila. Sto lavorando in questi giorni per introdurre questa correzione nella prossima “legge di stabilità” (legge finanziaria) e spero di riuscirci. Dobbiamo riuscirci ! Poi servirà anche la cosiddetta ‘volontà politica’: sembra che l’Italia abbia paura dei ‘nuovi cittadini’ provenienti dal Brasile e dal resto del mondo; non sapendo gestire questa straordinaria risorsa continua a non capire che questo investimento in nuovi cittadini potrebbe portare al Paese molti più vantaggi di quanto si possa immaginare… Una lotta difficile, quindi, a volte forse più ardua di quella per le risorse ! Una sfida culturale, prima che politica, che vale la pensa condurre fino in fondo”.

 

 

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