OLIMPIADI 2016|Interviste al team FIDAL durante il ritiro a San Paolo


Dopo un lungo ritiro a San Paolo, gli atleti della Fidal, accompagnati dai tecnici e dal vicepresidente Nasciuti, si sono trasferiti a Rio per le gare. Ma prima di prendere il volo, Vivi San Paolo li ha incontrati per l’ultimo saluto. Ecco cosa ci hanno raccontato…

fidal

Francesco Tamborriello, uno dei team manager Fidal, ha fatto un po’ di resistenza, forse dovuta a un eccesso di riservatezza ma poi si è lasciato andare e ci ha confidato che “rispetto all’anno scorso che ci trovavamo in ritiro a Pechino, qui a San Paolo ci siamo sentiti a casa. I piccoli problemi sono stati risolti facilmente e non abbiamo avuto difficoltà nei trasferimenti dall’hotel al Centro sportivo dell’università. Qui si mangia bene e la gente è molto gentile, pronta ad esaudire le nostre richieste, col sorriso. La mia esperienza è stata del tutto positiva. I ragazzi sono molto concentrati e sta andando tutto per il meglio. Non ci sono state tensioni né difficoltà”.

Il tecnico Giorgio Frinolli (allenatore velocità breve), ci racconta come ha vissuto il ritiro a San Paolo: “Siamo davvero soddisfatti: ci hanno accolto benissimo e per questo ringrazio l’associazione Vivi San Paolo e la CEPEUSP. Anche se non abbiamo potuto conoscere la città come meritava, abbiamo ricevuto il supporto e il tifo delle scolaresche che ogni giorno ci hanno fatto visita al Campus Italia. Ci hanno trasmesso affetto e ammirazione. Devo dire che i brasiliani hanno un debole per gli italiani e sono estremamente gentili e accoglienti. È la prima volta che vengo in Brasile e seppur inizialmente eravamo preoccupati per la zica e per la criminalità (in Italia c’è molto allarmismo per la zanzara), in realtà non abbiamo avuto problemi, ci siamo sentiti a casa come ha già detto Francesco Tamborriello. A questo punto spero di tornare in Brasile, per una bella vacanza!”

il tecnico Riccardo Pisani (allenatore velocità prolungata) ha sottolineato che l’accoglienza è stata perfetta! “Lavoro in questo settore da 11 anni e non mi è mai capitato di stare così bene, in un ritiro. E includo anche Mondiali, Europei e raduni all’estero, non solo Olimpiadi. Questa a San Paolo è stata senz’altro l’esperienza migliore. I Brasiliani sono gentilissimi e disponibili. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico del ritiro, le strutture erano all’altezza delle nostre esigenze. Eravamo preparati a questo clima invernale con sbalzi di temperature perché per tre anni consecutivi gli atleti più giovani della Fidal si sono allenati qui per brevi periodi. Abbiamo scelto San Paolo per stare lontani dal caos di Rio, visto che fino a 15 giorni prima dell’apertura delle Olimpiadi c’erano ancora i cantieri aperti”. – Riccardo parlando degli atleti, svela che – “il momento più difficile per lui e gli altri allenatori è senz’altro quello in cui i ragazzi entrano in gara, il saluto finale con l’ultimo incoraggiamento prima della competizione. L’importante è non trasmettere emozioni negative come tensione, ansia, paura, incertezza…”

Il vicepresidente Fidal Mauro Nasciuti si dichiara soddisfatto di questa esperienza a San Paolo e aggiunge “abbiamo trovato le condizioni ideali per fare un buon ritiro: l’impianto sportivo, il clima mite, l’ambiente amichevole sono stati fattori decisivi per far vivere agli atleti un’atmosfera serena e piacevole. Ci siamo anche ritagliati qualche momento di evasione, per rompere la monotonia e rallegrare l’umore generale. E questo è stato senza dubbio fruttuoso per i ragazzi e il nostro staff. Possiamo contare su una buona squadra e gli atleti sono stati messi nelle condizioni migliori per fare il loro meglio. I miei ringraziamenti vanno all’associazione Vivi San Paolo, al CEPEUSP e a tutti gli altri enti che hanno collaborato perché il Campus Italia fosse funzionale al 100%. Incrociamo le dita e con un pizzico di ottimismo, non torneremo a mani vuote!”

DesaluFausto Desalu (specialità 200 metri) racconta la sua esperienza: “ Ho vissuto molto bene in questi giorni, siamo stati accolti calorosamente e sono tranquillo perché ho fatto un buon risultato nelle prove. Abbiamo avuto il piacere di conoscere tanti alunni di varie scuole che sono venuti a trovarci e hanno interrotto la nostra routine, con simpatia e buon umore. Anche il cibo è ottimo, ho fatto scorpacciate di frutta, in particolare mango”.

manentiDavide Manenti (specialità 200 metri) ci spiega che “il tempo è passato velocemente e questo ritiro è stato intenso ma senza tensioni né conflitti. Siamo un gruppo affiatato, molto unito e ci sosteniamo a vicenda. È la prima volta che vengo in Brasile e il clima è un po’ freddo ma non ho sofferto durante gli allenamenti, anzi, lo preferisco al caldo. Ho potuto fare un giro in autobus con gli altri ragazzi per visitare il centro e l’avenida Paulista. Siamo stati accolti dal premier Matteo Renzi in visita al Circolo italiano di San Paolo e abbiamo partecipato alla cena di gala alla Fiesp, due occasioni speciali in cui abbiamo conosciuto meglio i brasiliani e la comunità italo discendente”.

bonfantiElena Bonfanti (specialità 4×4) racconta che oltre agli allenamenti intensi, è riuscita con le sue compagne a fare qualche escursione in più e a visitare la Cattedrale da Sé, il Patio del Colégio, il Mercadão, l’Avenida Paulista, il Circolo italiano e il parco Ibirapuera. “È una bella metropoli da scoprire, anche se ci avevano allertate di non dare troppo nell’occhio perché c’è parecchia criminalità, soprattutto in alcune zone della città. Ma devo dire che è andato tutto benissimo. C’erano varie pattuglie di polizia per le strade”.

bazzoniChiara Bazzoni (specialità 4×4) ci ha confermato che questo ritiro è andato benissimo, anche se è stato un po’ lungo (dal 31 luglio al 16 agosto). “Sono stata accolta con estrema gentilezza e tanta simpatia da parte degli organizzatori, degli studenti e dei Brasiliani che ho conosciuto durante questo periodo di allenamenti intensi. La città mi è piaciuta, in particolare il Mercadão perché incarna l’immagine che abbiamo noi del Brasile: i colori e i profumi della frutta tropicale, la contagiosa allegria della gente che rende quel luogo davvero speciale”.

 

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